Imageby Luca Onorato - Centro Meteo-Idrologico Regione Liguria (ARPAL-CMIRL)


Introduzione
Se in seguito ad un passaggio frontale la massa d'aria più fredda resta prevalentemente confinata a Nord delle Alpi, tarda a verificarsi la consueta rotazione ciclonica sui bacini Nord-occidentali italiani ed il flusso in questi settori tende a permanere attorno ai quadranti Sud occidentali presentandosi come corrente di Libeccio...

(sui settori Ligure ed Elba), che conserva sostanzialmente le sue caratteristiche originarie, legate all'apporto d'aria più fresca e secca d'origine polare. La perturbazione tende ad aggirare l'ostacolo montuoso lungo i suoi bordi occidentali, attraverso le vallate della Garonna e del Rodano (Golfo del Leone), sospinta verso Sud-Est dalle intense correnti di Maestrale.
Un attento osservatore posto sulla Riviera Ligure può comprenderne l'effettiva origine, analizzando alcuni segnali meteorologici, quali una ventilazione proveniente dal terzo quadrante, che rispetto alle condizioni reali di Libeccio è caratterizzata, almeno sottocosta, da intensità generalmente modeste ed un moto ondoso eccezionalmente lungo da occidente.
Anche gli altri parametri meteorologici evidenziano condizioni abbastanza stabili, con una scarsa copertura nuvolosa e modesti valori d'umidità in particolare a Ponente. Il clima della Riviera durante questi episodi diviene più temperato (nel periodo invernale) ed è accompagnato ad un significativo aumento della visibilità. Scenario sinottico Il ritorno di Maestrale è preceduto da un periodo instabile che sul Nord Italia è associato a fenomeni precipitativi frontali legati ad una saccatura proveniente dalla Francia, in fase di progressivo esaurimento sui Balcani; tale configurazione è caratterizzata da una prevalenza di schiarite sui versanti tirrenici, mentre ad Est dello spartiacque appenninico e in particolare sul Triveneto prevalgono condizioni di spiccata variabilità con rovesci. Com'è possibile evidenziare dall'analisi dei due casi studio verificatisi rispettivamente nel mese d'Agosto (11-13.08.2002) e di Dicembre (28-30.12.2002), lo scenario sinottico sul vicino atlantico è invece dominato da un flusso prevalentemente zonale, mentre sull'Europa occidentale è presente a tutte le quote una rimonta anticiclonica (Fig. 1), che a Nord delle Alpi risulta associata ad una caratteristica configurazione ad 'ansa' o 'naso' in grado d'innescare locali episodi di Fohen sui versanti meridionali alpini (Fig. 2). Infatti, le condizioni anticicloniche che interessano la Penisola Iberica e la Francia occidentale comportano la formazione di un significativo gradiente barico (esteso dalla Francia meridionale alle due isole maggiori italiane) favorevole all'ingresso d'aria atlantica in Mediterraneo, che tende a muoversi in seno ad una circolazione depressionaria caratterizzata nella stagione fredda da un minimo al suolo più profondo (Fig. 2). Sul Mediterraneo occidentale misuriamo, in seguito al passaggio frontale, un significativo gradiente barico (circa 8 hPa tra Bastia e Cagliari), che è il diretto responsabile dei venti di Mistral sui settori Leone e Sardegna (secondo la divisione del GMDS Maritime Distress & Safety System mostrata in fig. 3). Tale configurazione è in netto contrasto con la presenza di un debole gradiente tra la Corsica e la Pianura Padana (circa 1-2 hPa tra Bastia e Genova), come evidenziato per entrambi gli eventi del 2002. In queste condizioni il Maestrale rimane prevalentemente confinato ad occidente della Corsica e della Costa Sarda, mentre nei settori Ligure ed Elba si manifesta un debole ritorno Sud-occidentale (proveniente da Capo Corso) collegato alla presenza di un minimo barico di origine orografica in fase di lento colmamento sulla Provenza (vedere le Fig. 5 e 6).


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Figura 1 Mappe di temperatura e altezza di geopotenziale al livello di 500 hPa del Modello BOLAM 21 km*: analisi del 12 Agosto 2002 alle ore 00 UTC (sopra) e previsione per il 29 Dicembre 2002 alle ore 12 UTC (sotto)
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L'analisi dei radiosondaggi di Aiaccio (12 e 13 Agosto 2002 alle ore 12.00 UTC), località considerata abbastanza rappresentativa dell'intera area di studio, evidenzia ai bassi livelli un debole ritorno dai quadranti meridionali (fig.4), che successivamente tende ad estendere la sua influenza fino alla Riviera di Levante e la Versilia. L'atmosfera in queste condizioni è caratterizzata sia da un basso wind shear verticale, sia da un'avvezione d'aria relativamentepiù umida al di sotto dei 1500-2000 m, che si contrappone ad un andamento adiabatico secco negli strati superiori, legato al flusso più settentrionale. Il significativo gradiente Nord-occidentale ad occidente della Sardegna è controllato dalla circoolazione orografica formatasi sottovento alle Alpi (circa 1012-1015hPa), stazionaria tra la Provenza e il Ponente Ligure (Fig 5 e 6).

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Questa particolare configurazione, che è in grado di pilotare le correnti verso il Golfo Ligure e la Versilia, viene chiamata "Ritorno di Maestrale o falso Libeccio" e può perdurare per un arco temporale di circa 48-72 ore, presentandosi con una frequenza limitata a qualche episodio nel corso dell'anno. Durante questi eventi le Alpi giocano sicuramente un ruolo importante nel condizionare i fenomeni meteo: infatti, nel versante Nord delle regioni alpine si verifica un significativo aumento della pressione (formazione dell'ansa anticiclonica), contrapposto ad una circolazione depressionaria sui settori Nord occidentali: dai versanti alpini meridionali alla Val Padana si può verificare un improvviso aumento delle temperature, associato a un tempo estremamente limpido e chiaro, a causa di un rinforzo del Foehn che si spinge fino al basso Piemonte e più localmente alla Riviera dei Fiori.

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Figura 2 Analisi Met Office per il 12 Agosto 2002 (in alto) e il 29 Dicembre 2002 alle ore 00 UTC (in basso)

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Le correnti provenienti dai settori Sud-occidentali contrariamente agli episodi caratterizzati da un flusso di Libeccio (vento proveniente dai quadranti Sud-occidentali), sono più temperate e risultano associate a valori d'umidità abbastanza contenuti: in Riviera la situazione meteorologica è accompagnata da un significativo aumento della visibilità (almeno per i valori invernali) e dalla presenza di un cielo anche terso (caratteristico anche del tempo di Maestrale), associato a locali addensamenti cumuliformi in prossimità dei rilievi del Levante. In particolare nel caso dell'Agosto 2002 le osservazioni di temperatura, d'umidità e del vento hanno rivelato una serie d'interessanti informazioni in merito alla reale provenienza della massa d'aria, evidenziando come il flusso ai bassi livelli fosse relativamente più umido.

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Fig. 4 Radiosondaggi del 12 e 13 agosto 2002 alle ore 12 UTC, relativi alla stazione di Aiaccio
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Tale fenomeno risultava limitato alla sola Riviera di Levante, mentre il settore di Ponente era interessato da venti di caduta più secchi settentrionali.
Infatti, in questi giorni vengono registrate temperature di alcuni gradi al di sotto della media stagionale: nel Genovese sono osservati valori minimi tra 17-19 °contro i 21 C° attesi dalla climatologia, in conseguenza dell'entrata di una massa d'aria più fresca. Quest'effetto è poco avvertito sul Ponente Ligure dove si registrano temperature decisamente più elevate (con valori massimi di 30 °C alle 13 UTC su Albenga) e valori di umidità più contenuti a causa di un riscaldamento legato ai venti di caduta dalle Alpi Marittime. Infatti, a bassi valori d'umidità sul Ponente (il 29 % ad Alberga) registrati in concomitanza di venti tra Tramontana e Grecale (tra 60°e 110°), si contrappongono valori via via crescenti spostandosi dal genovese verso lo spezzino (da 65-70% al 90-95%) ed una prevalenza di venti tra il secondo ed il terzo quadrante (tra 160° e 220°).

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Fig. 5: Mappe di temperatura a 2m e venti a 10 m del modello Bolam 6,5 km: analisi del 12 Agosto 2002 alle 12 UTC (in alto) e previsione per le 21 UTC del 29 Dicembre 02 (in basso). Si evidenziano marcate differenze termiche legate alla stagione.
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L'intensità osservata, in media si è mantenuta sotto i 4-5 m/s in tutta la Riviera Ligure, coerentemente con il debole gradiente barico osservato. Solo al largo di Ventimiglia si verifica un rinforzo più significativo dai quadranti occidentali, poiché tale stazione a causa della sua posizione (boa offshore) è interessata dal ritorno di Maestrale (vedi in seguito Fig. 15). Dall'andamento dei principali parametri meteorologici, mostrati in Tab.1, si evince come la massad'aria che interessa il settore Ligure, pur modificandosi parzialmente nel suo percorso mediterraneo (dal Leone verso la Corsica), abbia conservato le sue caratteristiche originarie che sono legate al flusso di Maestrale.


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Fig. 6 Mappe di pressione riportata al livello del suolo del modello Bolam 6,5 km: analisi del 12 Agosto alle 12 UTC (qui sopra) e previsione del 29 Dicembre 02 alle 21 UTC (qui sotto)
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Schematizzando le condizioni meteorologiche prevalenti si riescono a distinguere alcune caratteristiche, passando dalla scala sinottica alla mesoscala: a) Ventilazione d'intensità modesta (tra debole e localmente moderata) caratterizzata da una dominanza di venti meridionali sulla Riviera di Levante e da prevalenti episodi settentrionali tra Savona e Albenga; b) Trend di umidità crescente da Ponente a Levante, con valori massimi nello Spezzino che risulta più esposto alle correnti Sud-occidentali; c) Condizioni di scarsa copertura nuvolosa ad eccezione di un aumento degli addensamenti interni nelle ore pomeridiane, associati localmente a sporadiche precipitazioni (lungo la fascia appenninica orientale); d) Visibilità buona (>10 km) in particolare sulla Riviera dei Fiori (prevalenza di venti più secchi settentrionali), in graduale diminuzione sul Genovese e Levante. In particolare le condizioni d'elevata visibilità nel caso invernale (Dicembre 2002) hanno permesso di visualizzare, fin dalla costa Ligure, uno sviluppo di nubi cumuliformi in prossimità di rilievi Corsi; il ritorno delle correnti dai quadranti Sud-occidentali (Fig. 7) si origina da un intenso Maestrale proveniente dal Leone.


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Fig.7 Evento di "Ritorno di Maestrale" sul settore Ligure. Nell'immagine sono simulati in colore marrone i rilievi del Nord della Corsica e le correnti aeree (freccia blu a destra), che rappresentano le correnti di Mistral al Largo della Liguria, mentre le frecce rosse evidenziano ritorno Sud-occidentale verso il Golfo Ligure. Infine la freccia gialla mostra in primo piano la direzione dell'onda lunga occidentale.

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Fig.8 Condizioni di Libeccio reale a Genova, caratterizzato da condizioni di variabilità in particolare lungo la costa ed un mare molto mosso o agitato accompagnato da un vento più significativo rispetto alla situazione precedente (decisamente più favorevole alla navigazione sottocosta).


Si può evidenziare come la nuvolosità cumuliforme legata all'interazione tra il flusso occidentale ed i rilievi Corsi (simulati in marrone) sia caratterizzata da un'inversione termica nello strato superiore dell'atmosfera denominato 'effetto ciminiera', per la presenza di una massa d'aria più fredda e secca in quota. La freccia gialla in basso, ci mostra la direzione del moto ondoso occidentale proveniente dai settori offshore.
Quest'immagine (fig. 7) si differenzia nettamente dalla successiva (fig 8) in cui vengono mostrate le reali caratteristiche meteo marine di un episodio di Libeccio che è solitamente associato ad un tempo molto variabile ed a tratti instabile con venti più intensi e sostenuti (d'intensità inizialmente moderata o forte).
In Fig. 9 è inoltre possibile riscontrare la presenza di una nuvolosità più bassa e consistente in prossimità del Capo Corso, che è legata a fenomeni orografici (interazione tra il flusso occidentale e le Alpi Corse). Si evidenzia come l'immagine del satellite nel canale del visibile e l'analisi prevista dal modello Bolam (Fig. 10) siano in sostanziale accordo. Evoluzione delle condizioni meteo marine dal Golfo Ligure alla Corsica (rotta Savona- Calvì)

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Fig.9 L'immagine Meteosat nel visibile (2 Agosto 2002 alle ore 14 UTC) evidenzia un tipica nuvolosità orografica dovuta all'interazione del flusso occidentale con le Alpi Corse e Capo Corso.

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Fig.10 la mappa di copertura nuvolosa dal modello Bolam a 6,5 km prevista per il 12 Agosto 2002 alle 15 UTC.

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Tabella 1 Osservazioni dei giorni 12- 13 Agosto 2002 nelle località: Alberga, Genova Sestri e La Spezia Fabiano (dati UGM, OMIRL)

L'analisi del moto ondoso risulta particolarmente interessante: il fenomeno del "Ritorno del Maestrale" sulla Riviera può determinare condizioni meteo marine del tutto peculiari (fig. 11). In prossimità della costa si possono riscontrare prevalenti condizioni di mare generalmente mosso da Sud-Ovest (secondo la scala Douglas) con periodo estremamente lungo (> di 7 s), caratterizzato da una bassa pendenza d'onda (basso rapporto altezza/lunghezza d'onda). La presenza di un'onda lunga e morta è un utile segnale, poiché predittiva di possibili burrasche al largo del Golfo Ligure. Il moto ondoso anche in questo caso è legato alle intense correnti di Maestrale che soffiano ad occidente delle isole Hyerès, oltre Cap de Gens (Sud-Est Francia verso Tolone), mentre sottocosta,
ad occidente del Savonese, si registrano prevalenti condizioni di calma poiché la costa esposta a Sud è riparata dal moto ondoso occidentale.
Seguendo l'ipotetica rotta di un'imbarcazione che si dirige dal Savonese verso Calvi, (secondo la linea tratteggiata di fig 15 sotto), si riscontra una significativa variazione delle condizioni meteo marine; già oltre le 3-4 miglia, infatti, si può osservare un rinforzo del vento da Sud Ovest di 15- 20 kt ed un progressivo aumento dell'altezza d'onda. Prima di raggiungere Capo Corso la nave incontrerà una decisa rotazione del vento tra W e SW con rinforzi fino 20 kt. Il moto ondoso formato dall'intenso fetch di Maestrale sul settore Leone (condizione di mare agitato o molto agitato a Ovest della Corsica), tende a propagarsi al di fuori della zona di origine (zona A e B in Fig. 11), smorzandosi gradualmente (Zona C) verso la costa Ligure (zona D).

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Fig 11 Il moto ondoso associato a condizioni di ritorno del maestrale dai quadranti meridionali è caratterizzato da un debole/moderato flusso sottocosta (freccia rossa) tra Sud e Sud-Ovest (la prua della nave alla fonda è orientata verso Sud) e dalla presenza di mare estremamente lungo da WSW (periodo di circa 6-7 sec), proveniente dal Golfo del Leone (F. di L. O. scattata a Genova durante l'evento del Dicembre 2002)


La sua propagazione è favorita dalla persistenza dei venti Sud-occidentali; così il fenomeno fisico si traduce in una graduale riduzione dell'altezza d'onda rispetto al periodo che è caratterizzato da una maggiore inerzia.
Proseguendo la rotta a Ovest di Capo Corso (dal settore C verso B), l'osservatore inizierà a risentire dell'influenza diretta del Maestrale che rinfresca al limite della burrasca, ruotando più decisamente da Ovest (fino 25-30 kt).

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Figura 12 Schematizzazione del fenomeno di ' Ritorno di Maestrale ', attraverso la circolazione da SW verso NE nel settore Corsica (C) e Ligure (D), a causa delle intense burrasche di Maestrale nei settori A e B (immagine qui sopra). Come per il vento anche il moto ondoso formato dal Maestrale (A-B) si attenua gradualmente in C e D. Si evidenzia nell'immagine qui sotto la rotta da Savona a Calvi (rotta SSE) rappresentata successivamente in fig. 15
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Questo flusso è accompagnato da un'onda più sviluppata dai quadranti Nord-occidentali (oltre 2.5 metri d'onda) con frangenti significativi. Il natante, solo riparando a Est del Capo, potrà trovare un valido riparo a ridosso della fascia costiera e procedendo ancora più a Sud di Bastia, anche i venti ruoteranno a Nord, Nord-Ovest diminuendo l'intensità del vento medio ed assumendo un aspetto rafficatoed intervallato a momenti di relativa calma. Infine, se l'imbarcazione dalla Corsica occidentale puntasse direttamente verso le Baleari, entrerebbe in breve tempo nella zona di fetch interessata dalla burrasca di Maestrale. La tipologia di mare che un'imbarcazione incontra lungo la sua traversata verso la Corsica occidentale, è caratterizzata da una rapida evoluzione dei suoi elementi: infatti partendo dal Savonese e puntando verso Capo Corso, si passa da un tipo di mare lungo e morto con un altezza d'onda relativamente più modesta (vedere fig. 11 e fig. 13 a sinistra), ad un moto ondoso vivo e più irregolare confuso dal vento (fig 13 sotto). Procedendo verso Ovest il moto ondoso incrementa fino a diventare 'formato', raggiungendo così la massima altezza possibile per l'effettiva intensità del vento di Mistral.

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Fig 13 Confronto tra due diverse tipologie di mare: qui sopra abbiamo una navigazione con mare lungo o morto (sweel) al di fuori dell area generatrice, caratterizzato da un basso rapporto tra altezza e lunghezza d onda; qui sotto, condizioni proibitive per la presenza di un mare tempestoso, caratterizzato da onde più pendenti e irregolari associate ad un periodo relativamente corto I frangenti rendono difficoltosa la navigazione quando l angolo di pendenza dell onda inferiore a 120° (F. tratta da Onorato)
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Un confronto tra le osservazioni (dati UGM) e le previsioni del Centro europeo (secondo le uscite del modello marino WAM del European Centre for Medium-Range Weather Forecast con risoluzione 25 km) chiariscono meglio l'andamento dei parametri meteomarini appena descritti. Infatti, nell'evento dell'Agosto 2002 (vedi fig. 14 a sinistra), si possono evidenziare condizioni di burrasca estese dalle coste orientali del Golfo del Leone (ad occidente delle Isole Hjeres) alla Sardegna occidentale, con valori di 4 m d'onda significativa ed un periodo di 8 s. Sui Settori Ligure Largo e Provenza si verifica invece una graduale rotazione dei venti dai quadranti Sud-occidentali, accompagnata da un onda lunga che si mantiene su 7 secondi con una diminuzione dell'altezza (circa 1,5 m), in accordo con le previsioni modellistiche (in fig. 14 sotto). Queste ultime mostrano, come il Maestrale sia associato a mare molto agitato (area in colore verde ad Ovest del meridiano 7,5° W), mentre sui Settori Corsica e Ligure è prevista una progressiva riduzione del moto ondoso (da aree viola verso aree contonalità arancioni).

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Fig. 14 Le mappe delle d'intensità e direzione vento, altezza e periodo d'onda e visibilità (elaborazione ARPAL CMIRL su base dei dati UGM) del 11 Agosto 2002 alle ore 18.00 UTC (in alto), vengono confrontate con i dati d'altezza d'onda del ECMWF WAM (in basso) per il campo di altezza significativa (elaborazione ARPAL CMIRL su base dei dati ECMWF) previste per lo stesso istante temporale.
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Dalle previsioni modellistiche si può evidenziare una zona di relativa calma più protetta dal moto ondoso occidentale (vedere l'area gialla corrispondente ad un'altezza inferiore a 0.8 m in fig. 14 sotto,), che si estende per poche miglia verso il largo lungo la Riviera di Ponente. Sempre per l'evento dell'Agosto 2002 vengono confrontati i dati osservati dalla boa di Ventimiglia con quelli previsti dal modello nel corrispondente punto griglia (mostrato in fig. 15), evidenziando un buon accordo tra il modello e le osservazioni (vedi Tab 2) Seguendo l'ipotetica rotta tra il genovese e Calvì (fig. 12 sotto e fig. 15), sono state analizzate le uscite numeriche previste del modello ECMWF WAM, nei punti griglia che delimitano i reticoli da 1 a 9 (con passo 25 km), ritenuti più rappresentative della rotta Savona - Calvi: si evidenzia un trend crescente dell'altezza d'onda significativa, previsti dal run del 11 agosto 2002 per 3 diversi istanti (fig. 16): le uscite mostrano, partendo da Savona, valori d'altezza d'onda modesti (circa 0,5 m) corrispondenti a condizioni di mare poco mosso.

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Fig 15 Visualizzazione del grigliato ECWAM (passo di 25 km) delimitante i 9 reticoli corrispondenti ad un ipotetica rotta tra Savona (reticolo 1) e Calvi (reticolo 9). E' mostrato il punto griglia corrispondente alla Boa di Ventimiglia.

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Fig 16 Andamento della significant wawe height (m) prevista dalle uscite numeriche del run ECWAM del 11 agosto 2002 per i 3 istanti (12 ago 00 UTC; 12 Ago 12 UTC; 13 Ago 00 UTC) per i 9 reticoli che congiungono Genova a Calvi ( mostrati nella precedente figura).


Il modello evidenzia, infatti, un incremento costante con valori ad Ovest di Capo Corso (reticolo 6) di circa 1.7 m (altezza corrispondente a mare molto mosso). Nei reticoli 8 e 9, rappresentativi del tratto di mare antistante le coste centrooccidentali
della Corsica, il modello prevede un moto ondoso tra molto mosso e localmente agitato (con valori di circa 2,5 m).
Conclusioni Considerando anche i dati del periodo d'onda, lungo l'ipotetica rotta corrispondente ai punti di griglia (che delimitano i reticoli da 1 a 9), si evidenzia una mancanza di correlazione tra i due parametri analizzati (altezza e periodo).
Alle variazioni d'altezza d'onda infatti non corrispondono effettivamente significativi cambiamenti di periodo (valori tra i 7 e i 9 secondi) dalla Riviera verso il largo (fig. 17). Mentre in condizioni di mare formato da Libeccio si registrano valori crescenti di altezza e periodo, fino a raggiungere valori di altezza attorno ai 2.5-3 m per un periodo medio attorno agli 8 secondi (fig. 17 sotto), contrariamente, per l'evento di Agosto vengono previsti e osservati valori d'altezza caratterizzati da un trend indipendente dal periodo (che si mantiene attorno ai 7 s per le differenti altezze d'onda).

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Tabella 2 dati di altezza (m) e periodo d'onda (s) osservati dalla Boa di Ventimiglia (posta in Latitudine 43°24' N e Longitudine 7° 48' E) e previsti dal modello ECMWF
WAM per il relativo punto griglia durante l'evento del 11-13 agosto 2002

Infatti, come per gli altri parametri meteorologici, l'andamento del moto ondoso in questi casi sembra decisamente legato alla circolazione di Maestrale presente sul Golfo del Leone e si può spiegare sostanzialmente attraverso la propagazione dello swell al di fuori dell'area d'origine (area di fetch): ad una progressiva riduzione dell'altezza d'onda si contrappone una maggiore inerzia del periodo, con una conseguente diminuzione del rapporto tra altezza e lunghezza d'onda (vedi Fig 14) che si traduce in una decisa riduzione della pendenza del moto ondoso in prossimità del Golfo Ligure.

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Fig 17 Il legame tra il periodo e altezza viene presentata sia per l'evento del 11-13 Agosto 2003 utilizzando le uscite del ECMWF lungo il transetto 1-9 (QUI SOPRA), sia condizioni di mare formato registrate durante alcuni casi di Libeccio reale nelle annate 1999-2000 (osservazioni della Boa di Ventimiglia e dati Ship) per un n° di 19 osservazioni.
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Fonte:
NIMBUS -  www.nimbus.it
Link:  http://www.nimbus.it/meteoshop/OkRicercaNimbus.asp?IdAut=305

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Trigo I.F., Davies T.D. and. Bigg G.R, 1999: Objective Climatology of Cyclones in the
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