Imageby Antonio Ranalli

agosto 2008 - San Francisco - A quasi quarant'anni da Woodstock, il festival che ha cambiato la storia della musica, qualcosa è cambiato nel popolo del rock. Ora i concerti sono all'insegna del green, delle nuove energie e dell'eco-sostenibile...

E' questa la sfida raccolta dall'Outside Lands Festival, che si è svolto lo scorso fine settimana a San Francisco: la prima edizione di una tre giorni di musica no-stop all'interno dei 410 ettari del celebre Golden Gate Park. Secondo le autorità locali, sono arrivate al parco 150 mila persone in tre giorni, per sentire alcune grandi band della scena musicale degli ultimi anni come Radiohead, Jack Johnson, Manu Chao, Ben Harper (nella foto) e Beck, ma anche band leggendarie come Tom Petty e gli Heartbreakers e Toots Hibbert and the Maytals. In totale sono 65 i gruppi che si sono esibiti, alternandosi su sei palchi, i quattro più piccoli alimentati a pannelli solari. L'Outside Lands non è stato un semplice rave di musica rock senza regole e senza limiti, ma una manifestazione "per insegnare, o almeno provare, a difendere l'ambiente per cambiare il mondo", hanno spiegato gli organizzatori, della Another Planet Entertainment di San Francisco. Oltre alla musica per tutti i gusti, dal rock al blues, dal soul al reggae, tra le attrazioni della manifestazione c'erano auto elettriche, stand per spiegare come coltivare un orto, biciclette gratis per girare nel parco, un tendone della Microsoft per dare un'occhiata alle novita' del mondo di computer e dintorni, banchetti di prodotti biologici, dai pomodori ai succhi di frutta, un padiglione dedicato al vino della California e un forno a legna che ha sfornato pizza a tutte le ore per file interminabili di persone.

ImageIl supporter numero uno della manifestazione è stato Jack Johnson, il cantautore hawaiano che, a soli sette anni dal debutto nel 2001, ha già ottenuto cinque dischi di platino con un rock leggero e melodie orecchiabili. "Sento molta
responsabilità adesso che riesco a radunare gente che paga addirittura il biglietto per ascoltare le mie canzoni, è un dovere parlare del mondo che abbiamo intorno", ha spiegato. Il cantante-surfista, che insieme alla moglie ha creato l'etichetta indipendente Brushfire Records, è un ambientalista convinto, vegetariano. E' arrivato a San Francisco con lo slogan "reduce-reuse-recycle" (ridurre-riutilizzare-riciclare).

"Abbiamo lavorato per tre anni a questo festival", ha aggiunto, "e grazie ad amici come Radiohead o Ben Harper, sono qui centocinquantamila persone. Forse sapevano già tutti che è ora di svegliarsi e iniziare a voler bene questo pianeta, ma magari qualcuno è tornato a casa guardando le cose con occhi diversi".

L'atmosfera che si respirava al Golden Gate Park era proprio insolita: famiglie con bambini che ballavano scatenati in mezzo al prato, accanto a giovani e meno giovani che fumavano tranquillamente marijuana. Senza preoccupazioni: "Beh, in fondo siamo qui a celebrare i prodotti della natura, no?", si è giustificato Pete, un trentenne di Miami arrivato a San Francisco proprio per il festival. C'era anche chi, come William Marren, classe 1946, a Woodstock è stato davvero: "La trasgressione oggi è far sentire la voce, perchè nessuno ormai vuole ascoltare". L'Outside Lands Festival tornerà il prossimo agosto.

Fonte: http://www.musicalnews.com

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