Pane e cuore


Il tutto si è svolto a Pietrasanta, ai piedi di quelle montagne che hanno più volte donato parte del loro marmo permettendo ad artisti di modellarlo sapientemente per creare sculture immortali e uniche.  In quella stessa terra ci sono mani sapienti capaci di modellare la materia a loro piacimento per assecondare i desideri di noi surfisti.


La factory di Ola Surfboards di Michele Puliti si trova esattamente li, ai piedi di quelle montagne cosi generose e ricche, ma allo stesso tempo cosi vicine al mare da poterne annusare il profumo di salsedine. Sarà per il connubio di mare e monti, che ci lega; per l’amore per il surf e per le tavole che ci unisce; ma sviluppare il primo prototipo insieme a Michele è avvenuto in modo cosi naturale da poterlo definire “fraterno”. Lui, come un fratello maggiore, m’indirizzava dove la mia frenetica fantasia mi faceva sbandare, ma allo stesso tempo assecondava le mie schegge di pazzia riportandole sulla materia.


Ora veniamo alla parte più tecnica del progetto, la descrizione passo dopo passo del Prototype Zero. Partiamo giusto dal nome; essendo la prima tavola sviluppata insieme avrei voluto legare il nome di Michele al mio. Inizialmente avevo altri nomi in testa. Ma, infine, Prototype Zero credo renda perfettamente l’idea della sua nascita.


Avevo sviluppato tutto il progetto su carta con misure precise per tutto l’outline. Tutto quel lavoro però è andato perduto la sera prima di iniziare il lavoro con Michele e, forse, tutto sommato, non è stato un male. Abbiamo dovuto infatti fare tutto al momento, senza avere dime a disposizione o misure di riferimento, ne’ tavole di partenza.
E alla fine questa si è rivelata la parte più esaltante del tutto.


Disegnare la tavola sul pane senza avere riferimenti ne dime, cercando di ottenere una forma armonica che delizi i palati, era l’obiettivo che ci prefiggevamo. Ma per raggiungere questo obiettivo ho dovuto sconfiggere, grazie a Michele, alcuni miei “capricci” ed idee che erano non coerenti con un risultato armonico.


Finito di disegnare l’outline Michele mi ha infatti fatto notare che il tail che avrei voluto non era appropriato ne visivamente piacevole. Michele quindi, con tanta pazienza, si è ridedicato al disegno della parte posteriore della tavola aiutandomi a renderla aggraziata e funzionale.


Dopo più di 2 ore passate a tracciare le linee guida, la tavola era pronta per essere modellata dalle mani del miglior shaper e rappresentante del made in italy. Le misure che ho deciso sono 9.8x17 ¾ x23 ¼ x16 ¾ x3 ¼ , partendo da un pane USBLANK  10.2 B.


Michele ha quindi cominciato a “scolpire”. Prima con decise piallate per sgrossare il pane; piano piano togliendo sempre meno materiale. Il tutto con un misto sapiente di potenza e grazia.
In un attimo la tavola ha iniziato ad acquistare forma. Ma era solo l’inizio. Ora la tavola era pronta per lo step più complicato; la decisione dei particolari.


Ogni tavola è fatta infatti da un insieme di tanti piccoli particolari che la possono rendere più adatta ad uno scopo piuttosto che ad un altro. Sono aspetti importantissimi e predominanti. Se infatti una tavola semplice ti garantisce solo la sicurezza di funzionare, una tavola composta anche da piccoli particolari può garantire molto di più: una sinergia che la può rendere “speciale” e unica.


Il mio scopo è stato quindi quello di rappresentare a Michele alcune mie idee che grazie alle sue mani hanno preso definizione e forma.
Sulla scelta di questi particolari è iniziato un affascinante confronto e dialogo tra me e Michele:
- come lo vuoi il concave sul nose ?
- da 5 piedi ovale profondo ma sfumato con un leggero scalino segnato sui bordi;
- sei sicuro ?
- si sono sicuro amo l’ultra lift;
- e il tail come lo vuoi ?
- leggermente rolled vee con tail block da 6 pollici sottilissimo con un super kick tail;
- il centro tavola come lo vuoi?
- direi wide point centrale e arretrato leggermente rolled;
- ora dimmi, che bordi vorresti ?
- direi 50 50 leggermente pinched per tutta la tavola per arrivare a un 30 70 sul nose;


- ehm … Michele …. Qui sul tail avevo deciso di sviluppare una sorta di step deck concave con due funzionalità diverse a seconda del momento di surfata in modo tale che non infici mai il corretto funzionamento della tavola;
- cosa cavolo è che vuoi fare ????
- la tavola verrà presentata al Recco Surf Festival che si svolgerà nei mesi di maggio - giugno , non possiamo fare una tavola comune, sarà guardata da un sacco di gente e dai migliori noserider italiani, dobbiamo metterci un po’ di follia, dobbiamo uscire dagli schemi, cercare soluzioni poco usate e sperimentarle in modo che sviluppino il concetto stesso di shape; dovrà essere una macchina da noseride ma allo stesso tempo una tavola facile, versatile e veloce;
- Ok interessante ma come dovrebbe funzionare?;
- quando si è in partenza e surfata il concave stepdeck sul tail lavorerà solo come stepdeck non inficiando né la velocità in partenza né in surfata né i bordi in curva, ed anzi sensibilizzando il piede posteriore. In noseride tutto cambia essendo la tavola completamente immersa nell’acqua e comincerà a lavorare come un concave aggiuntivo per un ultra lift da capogiro !!!!; in pratica una macchina da noseride veloce e versatile capace di dare il meglio in tutte le condizione d’onda .
E’ stato fantastico !! E non ringrazierò mai abbastanza Michele per la pazienza e la disponibilità che ha avuto a condividere con me la sua passione e il suo know-how (credetemi non è da tutti !).
La tavola è finalmente finita, stupenda in tutta la sua complessa semplicità. L’outline armonioso, piacevole e asseconda le particolari scelte tecniche inserite nel suo contesto. Ora rimane solo la parte del glassing e la scelta del colore che nonostante sia principalmente estetica ha anch’essa il suo risvolto tecnico.
Per fortuna dopo aver finito di shapare la tavola Michele mi ha portato a surfare in un suo homespot dove mi ha concesso il lusso di provare ben 3 sue tavole per sentirne le differenze e amarne le particolarità.
Grazie a questa surfatina tra amici toscani ho capito che peso di resinatura avrei preferito. La resinatura che ho deciso di avere sul Prototype Zero è media con knee patch in volan a centro tavola e sulla pinna. Questo perchè non voglio una tavola troppo pesante e vorrei che fosse anche leggermente flex soprattutto sul nose oltre che abbastanza leggera nelle curve.
Spero veniate tutti a vedere il nostro Prototype Zero presso lo stand di OLA Surfboards al Recco Surf Festival che si terrà il primo weekend tra maggio e giugno con onde adatte allo svolgimento delle gare in programma, cosi da poterne ammirare la fattura e discutere sulle scelte fatte.


Ringrazio ancora Michele Puliti di OLA Surfboards per avermi concesso l’onore di sviluppare insieme a lui un longboard particolare che spero sia amato da molti noserider in cerca di tavole particolari e che possa aprire il mondo delle tavole fatte a mano a chi non vede in esse solo un semplice giocattolo senza anima ma una parte importantissima del nostro amore per il mare e per lo sport dei re.
To be continued …

Grazie a :
Michele Puliti
OLA surfboards

Foto e video by:
Matteo  Attolini
Gian Paolo Maraini
Federico Traverso (skull.it)
Luca Massa

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