dicembre 2014 - Le temperature superficiali del Pacifico equatoriale hanno superato le cosidette soglie del "El Nino"

ormai da diverse settimane, il che sta facendo convergere ad un modello preciso al 70% che prevede per febbraio l'arrivo del "El Nino", questo secondo l'Australian Bureau of Meteorology (BOM).

Questo evento nel tempo si può verificare ogni 4 / 12 anni e può innescare la siccità in alcune parti del mondo, mentre provoca allagamenti in altre parti.

In genere, dopo l'oceano ha superato le soglie per un lungo periodo, si considera lo stato di: "El Nino in corso". Già qualche tempo fa un importante ufficio meteorologico giapponese aveva comunicato la presenza del "El Nino".

El Niño: per l'Italia sarà un problema dell'estate 2015, modesta invece l'influenza sul nostro inverno.

DA SAPERE
El Niño, una delle anomalie climatiche più intense sulla Terra, si ripete ciclicamente da tempi antichissimi nel Pacifico meridionale. Da solo è in grado di alterare la normale distribuzione delle piogge su sud-est asiatico e parte dell'America latina, fino a bloccare quasi completamente gli alisei in queste zone. Insieme con la SO (Southern Oscillation) viene comunemente definito dai climatologi come ENSO.

COSA SUCCEDE?
Nelle acque del Pacifico si forma un'enorme "piscina calda" superficiale, da Giakarta al Golfo di Arica, profonda anche 200m. Gli alisei perdono importanza e l'area di bassa pressione e le piogge cominciano ad estendersi verso est, fino a lambire le coste sudamericane. Il fenomeno è sempre collegato a fasi negative della "Southern Oscillation". In pratica esiste un'oscillazione di pressione a livello del mare tra i settori oceanici ad ovest e ad est. Se ad occidente la pressione cala e ad oriente aumenta si ha una SO positiva; se avviene il contrario, la SO è negativa e c'è probabilmente in atto una manifestazione di El Nino. Proprio per la stretta correlazione tra il "Bambino" e la SO, tutta questa anomalia climatica viene definita ENSO (El Nino Southern Oscillation).
 
CONSEGUENZE de El Niño
Cile e Perù sperimentano piogge torrenziali. C'è siccità in Australia ed Indonesia, mentre piogge abbondanti possono verificarsi su Brasile, Argentina, Stati Uniti occidentali e Africa equatoriale. Si hanno invece forti siccità sul sud-est asiatico, l'Africa meridionale e il Giappone; mentre nell'area del Golfo del Messico le temperature sono insolitamente fresche. Diminuisce l'attività dei monsoni sull'Italia, si ritirano in parte i ghiacci antartici nei mari di Amundsen e Weddel.
 
CONSEGUENZE de La Niña
Caldo estremo sulle coste del Golfo del Messico; freddo sul resto dell'America centrale e sul sud-est asiatico; siccità su Argentina, Brasile e Africa equatoriale. Monsoni particolarmente forti sull'India con devastanti alluvioni e di un maggior numero di uragani nell'Atlantico. Inoltre viene favorito lo sviluppo dei tornado su diversi stati americani.
 
CONSEGUENZE IN ITALIA con El Niño
Qualora l'episodio di El Niño venisse confermato e assumesse caratteristiche di forte intensità, cioè con anomalia della temperatura superficiale del tratto di oceano interessato di alcuni gradi, a partire dal prossimo autunno si comincerebbe ad avvertire qualche riflesso dei suoi effetti anche sul nostro Paese, ma non nel modo in cui saremmo portati a pensare, cioè non in direzione di una maggiore stabilizzazione del clima. Anzi: l'autunno e l'inverno, pur risultando relativamente miti (e questa non sarebbe certo una novità) seguirebbero un corso abbastanza normale, con le precipitazioni che potrebbero anche subire lieve incrementi. Attenzione anche alla variazione in negativo della QBO (quasi biennale oscillazione venti stratosfera subtropicale) che, unitamente al minimo solare potrebbe favorire moti antizonali di masse d'aria in Europa con più freddo, contrastando la circolazione zonale favorita dall'influenza del Bambinello. 
 N.B. Nel caso invece di QBO+ massimo solare e Nino l'inverno potrebbe risultare molto mite e spesso anche secco alle nostre latitudini, ma non ci saranno queste accoppiate.
 
ATTENTI ALL'ESTATE 2015
Gli effetti del Nino in casa nostra diventerebbero importanti nel corso della primavera e soprattutto dell'estate del 2015, con la cintura degli anticicloni che ne uscirebbe rafforzata e con una lunga estate calda che avvolgerebbe tutto il Mediterraneo e non solo. E' successo così nella maggior parte dei casi in cui il Nino si è mostrato forte nel Pacifico, come ad esempio nel 1983, nel 1988, 1994  e 1998, ma anche nel 2003, sempre che non intervengano grosse eruzioni vulcaniche come nel 92 e 93, oppure qualora il ciclo solare 24 decidesse di "addormentarsi ulteriormente".
 
In breve le conseguenze con La Niña:
Tutto dipende anche da altri indici di teleconnessione, ma l'inverno spesso risulta secco sull'Italia perchè finisce per essere rafforzato l'anticiclone delle Azzorre che devia verso nord le perturbazioni, mentre l'estate trascorre senza particolari punte di caldo. Attenzione però! In caso di QBO negativa, minimo solare e Nina, il vortice polare ne risulta particolarmente disturbato con possibili affondi freddi invernali importanti anche nel cuore del Mediterraneo.


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