Imageby Luca Onorato - ARPAL-Centro Funzionale MeteoIdrologico di Protezione Civile della Regione Liguria (CFMI-PC)

L'entrata del Mistral in Mediterraneo a fine estate e altri fenomeni&Il sensore del satellite MSG può registrare la frazione di luce solare riflessa o diffusa verso l'alta atmosfera attraverso l'ausilio di due canali nel visibile (canali 1 e 2 rispettivamente di 0.6 e 0.8 micron***); per cui le superfici con maggior potere riflettente (albedo) diffondono più luce solare...

e ci appaiono con una tonalità più chiara. Ma come accennato, il canale 12 a 0.8 µm (HRV), presenta una risoluzione spaziale che ci permette di individuare e seguire con un dettaglio più significativo fenomeni che risultavano quasi invisibili al precedente Meteosat 7 (in cui il canale visibile ad alta risoluzione ha una risoluzione di 2.5 Km).
Nell'immagine d'apertura ( Fig. 1 del 20 settembre 2005 alle ore 6.30 UTC) è possibile visualizzare i contorni della massa d'aria più fredda atlantica , penetrata su un mare ancora caldo (in cui il gradiente di temperatura superficiale variava per il periodo
tra 22 e 23 °C, rispettivamente tra le coste del Golfo del Leone e la Corsica) con la conseguente formazione di nuvolosità a Sud- Ovest della Corsica. Qua, a circa una trentina di miglia verso il largo (vedere poi in fig. 2 la linea azzurra tratteggiata delimitata ad ovest dalla circolazione 1 legata al Maestrale) è ben evidente un fronte nuvoloso in procinto di raggiungere le coste occidentalidell'isola; al largo di questa zona l'intensità di vento ai bassi livelli raggiungeva valori tra burrasca e burrasca forte da Nord-Ovest.

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Fig 1 - Immagine MSG (High Resolution Visible, CH 12 HRV - 0.8 µm - 1 Km) del 20/09/2005 delle ore 6.30 UTC (copyright Eumetsat ricevute da ARPAL- CMIRL tramite Tecnavia)

Spostandoci più ad Est, a ridosso della Corsica, si riesce ad evidenziare a scala più locale un effetto molto raro in Mediterraneo: un probabile fronte di brezza (denominato in fig. 2 come - circolazione 2) ben esteso ad una decina di miglia al largo delle coste occidentali dell'isola (evidenziato da una linea rossa tratteggiata in fig. 1). Tale nuvolosità che è legata all'apporto delle brezze notturne provenienti dall'interno della Corsica alle prime ore della mattina (delle Alpi Corse verso la zona costiera occidentale), probabilmente risulta ulteriormente rinforzata dalla contemporanea presenza di gradiente orientale.

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Fig. 2: nell'immagine presentata in apertura(canale HRV12) abbiamo evidenziato le diverse circolazioni presenti in Mediterraneo occidentale: 1 (Mistral), 2 (brezze costiere), 3 (Grecale). Le circolazioni 1 e 3 sono legate alla circolazione sinottica, mentre la 2 agisce su scala più locale( copyright Eumetsat, modificataOnorato).


Si può osservare come le ondulazioni dei fronti di brezza, in realtà siano strettamente legate all'andamento della linea costiera (un susseguirsi d'insenature, golfi alternati ad ampi promontori),costituendo a fine nottata un unico e più esteso sistema con asse da Nord-Sud.
In dettaglio, si può notare come questa nuvolosità appaia più spostata offshore, al largo delle insenature (dove l'apporto di brezza proveniente dalle valli risulta maggiore), contrariamente alle zone antistanti ai promontori in cui i flussi provenienti da due baie confinanti tendono a convergere in anticipo (in prossimità della costa).

Infine spostandoci più a Nord- Est, scorgiamo una nuvolosità meno definita (fotografata in fig.3) che tende a dissolversi sottovento all'Appennino Ligure-Toscano: si tratta in questo caso di nuvolosità bassa prevalentemente stratiforme (denominata in fig. 2 come - circolazione 3), collegata ad una massa d'aria di origine Balcanica, che risultava caratterizzata da tonalità meno chiare (albedo minore) rispetto alla nuvolosità sull'Elba (a maggiore sviluppo verticale). L'andamento del flusso orientale, nel suo moto retrogrado verso la Provenza, tende ad interessare le zone marine antistanti la Francia meridionale (con assenza di nuvolosità) per ridiventare nuovamente visibile al largo della Provenza; è proprio in questa zona che tale massa d'aria confluisce con il Mistral (in fig. 1-2 si evidenzia una nuvolosità ad arco più tenue che tende ad allungarsi verso Sud-Est), per intensificarsi in direzione delle due isole maggiori.

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Fig. 3: La nuvolosità bassa stratiforme, (condizioni di Grecale), legata alle intense correnti discendenti (evidenziate dall'inclinazione delle nubi), è frequente sul Ponente Ligure ed appare dal MSG con tonalità più tenui (vedi fig 1) rispetto a nubi medio- alte o sviluppate verticalmente.

IL SATELLITE METEOSAT SECOND GENERATION
L'aumentata risoluzione temporale del nuovo satellite MSG (Meteosat 8), rispetto al Meteosat di prima generazione*, permette di evidenziare in maniera più efficace fenomeni di breve durata che si formano su scala locale (ad esempio singole celle convettive, effetti orografici locali, fronti di brezza, ecc..), il cui tempo di vita è dell'ordine dell'ora. In particolare il MSG è in grado di operare su 12 bande spettrali e di conseguenza può inviarci un numero equivalente d'immagini dell'atmosfera terrestre, con una frequenza spazio-temporale elevata (ogni 15 minuti con 3 km di risoluzione). Fa eccezione l'immagine corrispondente al canale 12 (HRV, High Resolution Visible**) che ha una risoluzione che arriva ad 1 Km. In questa breve rubrica partiremo proprio dall'analisi di questa immagine ad alta risoluzione per individuare circolazioni e masse d'aria a diversa scala temporale e spaziale.

* Nel 1981 fu lanciato il satellite meteorologico europeo della serie METEOSAT 7, in sostituzione al precedente ( a causa di un avaria al radiometro nel 1979). Questo satellite geostazionario (con velocità di rivoluzione intorno alla terra pari a quella di rotazione terrestre intorno al proprio asse) presenta un radiometro a scansione che consente di rilevare la radiazione elettromagnetica proveniente da un qualsiasi corpo presente nel campo ottico ripreso dal telescopio, attraverso tre canali (contro i 12 del nuovo MSG): da queste tre bande si ricavano le immagini nel visibile (VIS), nell'infrarosso (IR) e nel vapor d'acqua (WV).

** La caratteristica del canale 12 (HRV, High Resolution Visible) MSG è l'alta risoluzione spaziale: 1 Km contro i 2.5 Km del precedente Meteosat. Inoltre ricordiamo come questa banda sia in grado di coprire lunghezze d'onda tra 0.5 e 0.9 micron e quindi sia più larga della banda 1 e della 2 messe insieme (vedi sotto nota ***). Come accennato le sue caratteristiche tecniche fanno si che questo canale sia utilizzato per focalizzare fenomeni a piccola scala spaziale e temporale.

*** I due canali del visibile nel MSG hanno una risoluzione spaziale (3 km) meno alta rispetto al canale 12 HRV (1 km): normalmente nel visibile(VIS) il sensore del satellite registra la frazione di luce solare riflessa o diffusa all'indietro, le superfici con albedo più alto diffondono più luce solare e nell'immagine ci appaiono in toni più chiari. Generalmente le tonalità dipendono anche dalla radiazione incidente per metro quadro e quindi di due superfici con uguale albedo, si avrà una tonalità più chiara nell'immagine con angolo zenitale più basso (ossia sole più alto rispetto alla linea dell'orizzonte).
I valori di albedo più bassi sono quelli dei mari e dei laghi (8% circa), purché non siano coperti di ghiaccio. Le nuvole hanno un albedo che va dal 30% per quelle semitrasparenti come i cirri, al 90% per i cumulonembi. Invece i vari tipi di suolo,
purché non siano coperti da neve, hanno valori intermedi tra quelli dei mari e delle nubi. Infine nel caso di una superficie coperta da neve l'albedo può variare dal 60% (neve vecchia) all'80% (neve fresca).


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