ImageGli indigeni dell'isola di Marika, ex cannibali dell'arcipelago delle Salomone, una trentina d'anni fa hanno scoperto la tavola grazie a un missionario americano. E oggi le onde del Pacifico sono i loro trampolini

PARIGI, 7 maggio 2007 Il grido di caccia è rimasto lo stesso, agghiacciante, paralizzante. Serviva per terrorizzare le prede. Non animali, uomini. Oggi, gli indigeni dell Isola Marika, una tribù di ex cannibali dell Arcipelago delle Salomone, lo utilizzano per esprimere soddisfazione quando cavalcano le onde su tavole da surf, il passatempo preferito del villaggio.

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Ragazzi dell'isola di Marika si avviano alla spiaggia

MISSIONE - Una passione ereditata negli anni 70 da un prete missionario, un americano che si presentò con una tavola sottobraccio e la Bibbia in mano. Non riuscì a convertire nessuno al cattolicesimo, tutti alla religione del surf. L incontro anomalo con la tribù di ex cannibali surfisti lo racconta una reporter francese sul magazine gratuito Sport.

OASI - "L isola scrive Claire Raynaud si è preservata dal turismo perché è persa in mezzo all Oceano e subisce regolarmente effetti devastanti di cicloni e terremoti. A questo va aggiunto il passato cannibale e una lunga guerra civile. Poi, come se non bastasse, le spiagge sono infestate da coccodrilli di mare .

BIO - Lontano dal mondo civilizzato, gli indigeni di Marika si sono appassionati al surf, ideale da praticare sulle onde del Pacifico. Le tavole non sono hi-tech, ma bio. Le costruiscono con il legno delle palme scrive la Raynaud che non è resistente come le fibre sintetiche, ma la materia prima sull isola è inesauribile . Ne fabbricano una in appena 30 minuti, a colpi di macete.

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ONDE - I ragazzini si allenano in una baia protetta. I più esperti affrontano onde mostruose in mare aperto. Lo stile è unico, il contesto pure. Gli ex cannibali di Marika praticano il surf tribale, degni eredi di una disciplina che fu inventata dai loro antenati meno di cinque secoli fa. Ma forse loro non lo sanno .


Articolo di  Alessandro Grandesso
Fonte http://www.gazzetta.it/

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