Ciao Luca, cosa stà succedendo in Italia?
Questa è la situazione attuale: la maggior parte degli atleti è stanca… stanca di vedere sempre gli stessi errori…stanca di mancanza di professionalità nella gestione e nell’organizzazione delle gare...
…stanca di perdere giornate di lavoro e denaro per poi vedere annullare una gara per mancanza di onde o addirittura per onde troppo grandi…stanca di non avere alle spalle un ente capace di tutelare i diritti dei nostri atleti all’estero…stanca che ogni cosa venga lasciata in balia di personale incompetente…stanca di leggere comunicati stampa ufficiali, dettati dalle aziende organizzatrici, che elogiano il loro atleta di punta, senza dare spazio al reale svolgimento della manifestazione.

ImageCosa intendi per ente al di sopra di tutto?
Serve un’associazione o meglio, una federazione, che faccia da supervisore; ponendo dei paletti, delle regole da rispettare da parte dei club organizzatori.
Non è possibile che ancora adesso, nella maggior parte dei casi, sul campo gara, non vi siano servizi igienici, che non ci sia una zona per cambiarsi e ripararsi dalla pioggia, che non venga distribuita acqua (però magari venga data della birra), che si debbano rimediare giudici “volanti” all’ultimo momento e poco competenti.
Dove sono i rappresentanti degli atleti e perché non vengono interpellati per la decisione di spot e wating period dei contest?
Potrei veramente continuare all’infinito; il mio messaggio è chiaro: se non si arriva ad avere un ente in grado di creare uno scheletro portante a tutta la scena agonistica è inutile continuare a perdere tempo.
Il free surf è la cosa che tutta la family ha ricominciato a fare ed è il consiglio che diamo a tutti; le competizioni, dato che non siamo in grado, lasciamole fare alle altre nazioni.

Perché parli di comunicati ufficiali completamente dettati dalle ditte organizzatrici?
Ti sembra normale che nessuno, e tanto meno il sito ufficiale della Surfing Italia, abbia parlato dell’assenteismo di massa durante lo svolgimento della finale del campionato italiano a Banzai; tengo a ricordarti che su 44 atleti iscritti ne mancavano ben 26, cifra che è superiore alla metà dei partecipanti.
Nonostante tutto, nessuno ha avuto il coraggio di scriverlo o di comunicarlo.
Questa non è democrazia, ne tantomeno libera informazione; è giusto che la gente sappia quello che succede realmente ed è assurdo che tutti i canali mediatici, compreso quello ufficiale della Surfing Italia, riportino solo le parole di organizzatori e sponsor e non ci sia nessuno in grado di fare un reale ed obbiettivo punto della situazione.
Non è facile dimenticare articoli che parlavano del terzo classificato come se avesse vinto la gara, senza alcuna foto, ne tantomeno due parole sul vincitore.
In Italia manca la comunicazione; molti siti e riviste hanno avuto paura di far uscire questa intervista; adesso sono certo che alcuni di quelli che si professano liberi professionisti, sono solo dei burattini messi all’“angolo”, e manovrati dalle aziende.

 
 
ImageTanti atleti anche lontani dalle tue terre dove vivi ti vedono come l’unico vero team manager che segue i suoi ragazzi e ne condivide con loro la stessa passione dividendone gioie e dolori, cosa ti dicono queste stesse persone?
Ultimamente ho ricevuto tante telefonate, prima della finale di campionato, dove mi veniva chiesto se realmente avremmo rinunciato all’impresa di mantenere il trofeo di campione Italiano in casa INSIDE.
Ogni volta che siamo in trasferta con la FAMILY finisce sempre allo stesso modo: tutti in camper a bere birra, oppure davanti ad una griglia con il Dott. Giovannone che distribuisce salsicce per tutti.
La porta di casa INSIDE è sempre aperta a tutti, indistintamente da adesivo sulla tavola,  team di appartenenza o club di affiliazione. Nessuno può dire il contrario.

Quindi pensi che il disertare di 26 atleti alla finalissima c’entri qualcosa con il ritiro del tuo Team?
Sicuramente è stato uno stimolo per tanti che già avevano in testa di fare questo passo.
Ti posso dire che anche dei 20 presenti alla gara, almeno la metà mi ha confessato di avere partecipato semplicemente per surfare Banzai da soli.

Dimmi delle parole in sequenza per riassumere il tutto
Onestà, trasparenza, passione, cuore, imparzialità, valori, tutela,rispetto, umiltà e tanto surf…ma quello vero!

Un sassolino nella scarpa?
Si, uno ce l’ho!
Un giorno ero in uno spot dove ho sentito dire che Luca di INSIDE fa tutto quello che vuole perché ha i soldi di famiglia e che non ha problemi economici.
Vorrei solo dire a quei ragazzi e a tutti quanti che vengo da una famiglia media, dove mia madre ha scaricato alla COOP cassette della frutta fino a ieri e mio padre è un semplice impiegato.
Sono partito 10 anni fa con 480 mila lire sul conto corrente, ho chiesto il mio primo prestito di 25 milioni, poi l’ho aumentato a 50 milioni e…meglio che mi fermo qui…
Quello che ho avuto alle spalle non è stato il supporto economico di nessuno, ma bensì un’educazione basata su principi e valori assoluti, dove l’aspetto umano viene prima di qualsiasi altra cosa.

Ero partito con l’idea di sapere qualcosa di privato su di Luca Palla ed invece mi hai completamente spiazzato, cosa pensi che voglia sapere su di te la gente?
Chi è e da dove viene Luca Palla non è interessante…quello che è interessante è sapere dove va e cosa ha in mente.

E cosa ha in testa?
Ehe…top secret!

Dai una anticipazione sul tuo nuovo progetto 2010
Niente da fare, dovrai torturarmi per saperlo; con un po’ di pazienza, ma prima degli altri, perché hai avuto il coraggio di pubblicarmi, vedrai.
Ti anticipo solo che ci sarà un reale ritorno alle origini.

Quindi?
Quindi…aspetta che mi squilla il telefono!
Devo scappare…erano i boys che mi avvertivano che rompe il Ponte!
Prendo la paraffina e vado!
Un saluto a tutti e speriamo in un take off migliore! Take it easy!
 
LUCA PALLA
 
 
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