pacco meteoby Luca Onorato

Spesso in primavera si ripresenta un fastidioso fenomeno ... il famigerato "pacco meteo" ... ovvero dopo che hai passato ore e ore a studiare modelli meteo sui più affidabili e svariati siti  e ... sei convinto quasi al 100% ..che ci saranno onde surfabili ...  poi ....macini km e km ...perdi ore ...solo per un "pacco" meteo.
Prima di dichiarare fallimentari tutti i modelli di previsione bisogna fare alcuni distinguo...

È bene sapere che, specialmente in primavera le previsioni meteo e ancor di più quelle meteo-marine, possono risultare meno affidabili del normale anche entro le 72 ore. Capita ancora più spesso che le previsioni di mareggiate a 5-6 giorni proposte dai diversi siti vengano ridimensionate a causa di un graduale cambiamento del quadro sinottico. Previsioni di onde troppo premature possono rivelarsi un vero fiasco, soprattutto in un mare chiuso come il Mediterraneo in cui le onde si formano e navigano in un'area delimitata da isole, bacini e catene montuose.

I previsori sanno bene che, in un contesto orografico così vario, anche un minimo cambiamento della direzione e dell'intensità del vento può creare variazioni significative e difficilmente prevedibili nell'altezza d'onda, beffando anche i modelli più precisi e lasciando i surfisti a bocca asciutta.

Inoltre, come sanno bene i marinai più esperti, le perturbazioni possono accumulare ritardi o anticipi, causando conseguenti sfasamenti temporali tra il rinforzo del vento ed il conseguente instaurarsi del moto ondoso: un fattore che si rivela estremamente importante per chi ha un solo giorno per godersi le condizioni marine. Bisogna anche aggiungere che per cercare le onde favorevoli al surf, ci affidiamo normalmente a modelli meteorologici 'deterministici', cioè basati su dati effettivamente rilevati come pressione, forza del vento ed altezza d'onda.

Tuttavia se questi modelli possono essere precisi nel range tra 24 e 72 ore, quando ci si spinge oltre con la previsione, serve affiancarli a quelli 'probabilistici', cioè legati alla probabilità con cui uno o più scenari meteorologici possano effettivamente verificarsi. Ed è qui che si prendono le cantonate più grosse. Non dobbiamo dimenticare che con lo scorrere del tempo la precisione e l'affidabilità di entrambi i modelli risulta condizionata dalla caoticità dell'atmosfera che, nel suo funzionamento, mostra percorsi 'non lineari' e quindi per definizione imprevedibili. Questo comportamento caotico diviene via via più evidente, nelle previsioni probabilistiche a 5-6 giorni quando, a partire da dati molto simili, si possono prevedere scenari meteo quasi opposti.
Allora come possiamo proteggerci dalla 'Meteopazzia'?
Un semplice accorgimento empirico può essere quello di seguire giorno dopo giorno la previsione a breve e medio termine (bollettini e uscite modellistiche), verificando così se quest'ultima subisca modifiche o resti abbastanza invariata col passare dei giorni.
 
Dobbiamo infine tener conto che, in periodi come l'Autunno e la Primavera, quando l'energia dell'atmosfera è ai massimi livelli, il margine di errore delle previsioni può alzarsi ulteriormente. A parziale discolpa dei previsori, alcuni siti (ad esempio www.meteoliguria.it/mare/meteomare.html ) hanno introdotto nei loro bollettini il concetto di 'affidabilità' della previsione, cioè la probabilità, espressa con un numero o una percentuale, che la configurazione prevista effettivamente si verifichi. La figura che vedete in questa pagina mostra come, già dal quarto-quinto giorno di previsione, i modelli abbiano un'idea molto vaga di quello che effettivamente potrà succedere sulle nostre teste e sotto le nostre tavole.
 
by Luca Onorato
ARPAL -  centro meteo idrologico della Liguria
- articolo in parte già pubblicato sul n°  65 di SurfNews
 
{bookm} 

Scegli la WebCam:
HOLY
Scegli la localià:
seleziona la boa

NOTE! This site uses cookies and similar technologies.

If you not change browser settings, you agree to it.

I understand