Esistono ancora i paradisi perduti, luoghi fino a ieri interdetti al mondo da regimi politici assolutisti, oppure off-limits a causa delle guerre civili. Come nel caso di El Salvador

nuovo hotspot dell'America Centrale per i surfisti.

febbraio 2015

Sabbia nera e onde potenti

Sembra un film?
Tutto vero. El Salvador sta cercando di cambiare la sua immagine passata di paese in guerra civile, 12 anni, con quella del futuro, si aprono al mondo centinaia di chilometri, 307 per la precisione, di costa con spiagge protette da una fiorente vegetazione tropicale. Le onde sono strepitose. Il centro della scena per il nostro viaggiatore sarà la regione de La Libertad, 16 miglia di costa tra Puerto La Libertad, località che nel 1869 contava appena 266 abitanti, e Playa Zonte. Qui siamo sulla Balsamo Coast. Le spiagge sono vulcaniche, la sabbia è nera, i villaggi sono più che ospitali. Il turismo è discreto, comunque di surfisti amanti del mare o salvadoregni che arrivano sulla costa dalle città, San Salvador dista infatti circa un'ora in auto.

Dai ragazzi ai pro. E persino la Red Bull
La costa regala un posto per tutti, Playa Sunzal per imparare a praticare o Punta Roca per i professionisti, dicembre è il periodo dell'anno con più turisti. La temperatura è di circa trenta gradi tutto l'anno e rispetto ai vicini Costa Rica e Belize, qui tutto costa meno e le onde sono più potenti, fortificate grazie alle rocce vulcaniche dei fondali di El Salvador. Anche la Red Bull ha tenuto qua, negli ultimi due anni, due suoi Future Surf Camp, attività itineranti in cui si portano in acqua bambini locali sotto la guida di ex surfer professionisti, per farli diventare i surfisti di domani.

Quattro assi da giocare
I quattro villaggi più conosciuti: sono Playa Tunco, la più naturale e attrezzata con alberghi, ostelli e ristoranti che praticamente hanno accesso direttamente dalla spiaggia. Per una notte in ostello si pagano in media 15 dollari per una stanza con bagno in comune e 20 per una stanza con il bagno privato. Le lezioni di surf costano da 8 a 10 dollari all'ora, affittare una tavola 10 dollari al giorno e per pagare si usano i dollari. In alcuni dei villaggi non ci sono supermarket, ma tanti localini sulla spiaggia a cui appoggiarsi. La località è stata paragonata, nello spirito, all'indiana Goa degli Anni 70, una piccola comunità aperta e di cui è facile sentirsi parte, boho-style, hippy e bohemien. I chiringuitos offrono ceviche fresco, un piatto a base di pesce crudo marinato e la pupusa, la pietanza tipica di El Salvador: una tortilla con chicharron, formaggio e fagioli. Sulla spiaggia arrivano dei carrettini in legno con ottimi pasti, a tutte le ore. Il posto è spartano, la sabbia brucia e non è comodissimo sdraiarsi, ma chi surfa ha onde da più di quattro metri che infrangono sia a destra sia a sinistra. Da mattina a sera il mare è pieno di tavole che arrivano alla roccia che esce di venti metri dall'acqua, che dà il nome alla spiaggia, El Tunco.

Scelto anche per la coppa del mondo
Continuando verso ovest troviamo Playa El Cocal, più spartana e perfetta per i backpackers e poi Playa El Zonte con i suoi otto km di spiaggia, alberghi e ristorantini. Da qui si arriva fino a La Libertad per Punta Roca. Atmosfera rilassata, amichevole e anche professionale, Punta Roca ha ospitato lo scorso novembre una competizione internazionale di surf con 18 nazioni in gara, l'associazione ALAS, Latin American Professional Surfers, riconosciuta dall'ISA, la storica International Surfing Association riconosciuta dal comitato olimpico, sul loro sito il Calendario delle competizioni 2015,.

Dove dormire
Alcuni indirizzi per il soggiorno surf oriented per tre fasce di prezzo, molto economico, economico e fascia media (secondo gli standard locali): Hotel Mopelia (stanza con bagno in comune da 10 dollari); Hotel Eco del Mar (doppia da 48 dollari); Resort Roca Sunzal (doppia da 95 dollari).

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