Imagemercoledì, 10 ottobre 2007
     
 
ROMA (Reuters) - La polizia ha arrestato 6 italiani coinvolti in un traffico di cocaina proveniente dal Perù, trasportata in Italia all'interno di alcune tavole da surf. Lo ha reso noto oggi la Squadra mobile di Roma. Dopo mesi di indagini e migliaia di chilometri di pedinamento, ieri gli agenti hanno prima fermato due membri della banda incaricati di trasportare a Roma quattro windsurf "ritoccati"...

e poi hanno arrestato gli altri presunti trafficanti nelle loro abitazioni nella capitale.
I windsurf erano arrivati dal Perù via mare e consegnati in un piccolo porto dei Paesi Baschi ai due "autisti" della banda, che li dovevano riportare a Roma a bordo di un camper.
Gli agenti della squadra mobile, coordinati dalla Dda e in accordo con le autorità spagnole, hanno seguito per 4850 chilometri il viaggio del camper, per poi intervenire all'entrata di Roma.
All'interno delle tavole e degli alberi dei boma - le vele dei windsurf - gli inquirenti hanno trovato 21 chili di cocaina, per un valore di un milione e mezzo di euro.
Alcuni dei presunti trafficanti - tutti romani, di età compresa tra i 32 e i 53 anni - gestiscono attività commerciali all'estero, mentre uno è proprietario di una trattoria nel quartiere romano di Torpignattara. Agostino Fidelio, classe 1954, è proprietario di un villaggio turistico in Ecuador.
Secondo gli inquirenti, la cocaina sarebbe stata procurata da Fidelio che l'avrebbe poi imbarcata alla volta dell'Europa da un porto del Perù.

ImageROMA (10 ottobre) - Sei persone sono state arrestate e venti chili di cocaina sono stati sequestrati dalla squadra mobile di Roma in un'indagine sul traffico internazionale di stupefacenti. La droga era nascosta in tavole da surf caricate su un camper che dalla Spagna era giunto fino a Roma, dopo essere stato pedinato lungo il tragitto dagli agenti italiani. Punto di partenza iniziale del viaggio della cocaina era il Perù. La droga in Spagna veniva frazionata e nascosta nelle tavole e nei boma e poi spedita a Roma.

Gli arrestati sono tutti romani. Si tratta di Paolo Proietti, 35 anni, soprannominato "er grande", nato a Rotterdam e titolare di un'azienda di import-export; del fratello Jean-Luc, 32 anni, "er biondo", nato in Francia; di Agostino Fidelio, 53 anni, "er grasso", titolare di un'azienda a Barcellona, di un villaggio turistico in Ecuador e di una barca che ha dato il nome all'operazione Hadar; di Fabrizio Pallotta, "er porpo", 35 anni, proprietario di un pub a Torvajanica; di Massimo Alfieri, 44 anni, "duro da matar"; e Claudio Ciaschini, 45 anni, "er chimico", proprietario di un ristorante a Tor Pignattara.

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