ImageCanoa Quebrada, per chi la ama semplicemente Canoa. E' il Brasile meno conosciuto: l'oceano senza limiti, spiagge incontaminate e infinite, lagune di acqua dolce e dune di sabbia bianca che si estendono per così tanti chilometri... che sembra di stare sulla luna, quella luna che poi è anche il simbolo di Canoa. In una parola, il paradiso...

Esiste il mal d'Africa, io ho avuto per anni il mal di Sardegna. Ma la sensazione che ti prende, la prima volta che vedi "questo" paradiso, è che - se te lo sai meritare - un giorno questo sarà il tuo posto per il resto della tua vita. Sbarco a Fortaleza e torno a Canoa a distanza di cinque anni dalla mia prima volta. Mi dirigo alla pousada La Goduria, un nome un programma. Mi sdraio a bordo piscina, all'ombra della palma dalla quale hanno appena staccato la noce di cocco che un ragazzino con un machete, quasi più grande di lui, sta spaccando per infilarci due cannucce.

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Tira un vento delizioso e, mentre dal librobar, insieme all'agua de coco mi arriva quella dei libri disponibili per la lettura, chiudo gli occhi e mi sembra di essere su un altro pianeta. Mi sento intimamente allegro, pieno di voglia di vivere. Pronto per andare a cavalcare le onde con la tavola da surf e per una "passeggiata sulla luna" col mio dune-buggy. Di vacanze, col mio lavoro, ne faccio tante, eppure questa sembra essere la prima dopo anni e anni.

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All'improvviso una voce mi fa sentire del tutto a casa. "Bemvindo, amor!". E' Adriana, splendida, che torna con le buste della spesa in mano. "Voçe chegou antercipado?". No, non sono arrivato in anticipo. Sono in ritardo di cinque anni. Ma ora finalmente questa è la mia casa.

Luca Leonardi (22-AGOSTO 2007 il Messaggero)

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