Australia, 5 spiagge da non perdereby Roberto Caramelli

Da Sydney alla Kangaroo Island, i litorali cult per bagnanti e surfer del Down Under.
22-11-2010 - Nessuno sa se fu un politico o uno scrittore a inventare l’espressione “down under” che indica l’Australia (e la Nuova Zelanda). Se è sconosciuto il chi, è certo il quando. Nell’Ot tocento, gli inglesi coniarono il termine “down under” per definire l’unico continen te abitato, completamente sotto (under) l’E quatore. La popolarità universale dell’e spressione si deve però, secondo i cultori del rock australiano, alla canzone Land Down Under del gruppo Men at Work, che ebbe molto successo all’inizio degli anni Ottanta.

Gli australiani sono orgogliosi di essere “down under” soprattutto quando sopra l’E quatore regna l’inverno e qui splende il sole; e quando, come pochi giorni fa, le Nazioni Unite collocano questo Paese al secondo posto nella classifica mondiale del buon vi vere. La Gran Bretagna, scegliendo duecen to anni fa il Sudest e l’Est del continente co me luogo dove inviare i sudditi meno desi derabili, non poteva immaginare che quelle terre remote (New South West, Victoria e South Australia), allora desolate, si sarebbe ro rivelate come alcune delle coste più belle al mondo. L’Australia fu definita «The lucky country», la nazione fortunata, dallo scritto re Donald Horne (nativo di Sydney) che ne raccontò la natura incontaminata e lo stile di vita rilassato.

Stile di vita basato sulla «filo sofia della felicità», che Horne sosteneva na scere dall’incontro tra il puritanesimo ingle se e il paganesimo venuto dalla luce, dal so le, di questo angolo di mondo. Gli australia ni sono felici quando trascorrono una gior nata all’aria aperta, o quando possono con cedersi una nuotata prima di andare al lavoro. Lo fanno con assoluta naturalezza, di prima mattina, impiegati e uomini d’affari di Sydney, di Melbourne, di Adelaide. Nessuno si meraviglia, in queste città, di incontrare anche nel centro un surfista con muta e ta vola, che va ad affrontare “la grande onda”. Le spiagge sono in Australia un luogo di cul to: ogni anno vengono stilate classifiche su quelle migliori e più attrezzate. Le liste indi cano le temperature dell’acqua, le ore e i luo ghi dove nuotare o fare surf, le creme da usa re per proteggersi dal sole, la presenza dei bagnini e delle bandierine rosse e gialle per segnalare i pericoli. Pericoli registrati con statistiche sulla presenza di correnti insidio se o sul passaggio di squali. Alcuni dei litorali più belli dell’Australia sono proprio quelli della costa orientale e sud orientale.

Nel New South Wales, le spiagge alla moda sono quelle di Sydney. La più celebre è Bondi Beach: un chilometro di sab bia dorata a venti minuti dal centro, amatis sima dai surfisti, e con un bel lungomare, il Campbell Parade, pieno di negozi, bar e ri storanti. Molti giovani si stanno però spo stando nella meno affollata Manly Beach, lunga un chilometro e mezzo, nei sobborghi nord della città. Vanta una delle migliori scuole di surf, la Manly Surf School. Que st’anno la spiaggia di Manly è stata ricono sciuta ufficialmente come il luogo di nascita del surf australiano. Tra Manly Beach e Manly Wharf corre The Corso, un’arteria realizzata nella metà dell’Ottocento e ispira ta alla Via del Corso di Roma, con negozi ele ganti, ristoranti e bar (spesso troppo costo si).

A Melbourne, capitale del Victoria, la spiaggia storica è quella di St Kilda, un quar tiere a venti minuti dal centro, che in epoca vittoriana ospitava le ville delle classi agiate. Oggi è tornato agli antichi splendori con teatri, gallerie d’arte, ristoranti, locali alla moda, dopo un periodo di declino durato fino agli anni Novanta. Sulla spiaggia, nella seconda domenica di febbraio, si svolge il St Kilda Fe stival, uno dei più grandi festival di musica rock del continente. Ma un festival è musica a tutto volume e folla: se volete incontrare il mistero, la bel lezza selvaggia, la solitudine e il silenzio, vi dovete spostare a Vivonne Bay, sulla costa sud di Kangaroo Island, un’isola interamen te Parco Naturale (Flinders Chase National Park) a quaranta minuti d’aereo da Adelaide, capitale del South Australia.

È stata giudica ta dal Centro di studi marini dell’Università di Sydney «la spiaggia più bella d’Australia», perché «remota ma accessibile, ottima per il surf, con l’acqua pulita, la sabbia bianca e un impatto panoramico unico». Con pochissi mi abitanti e oasi protetta per leoni marini, canguri, koala, balene e delfini, Kangaroo Island fu abitata in tempi remoti dagli abori geni che la chiamavano “Isola dei morti”, perché i Remarkable Roks, una formazione rocciosa sul mare che sembra una scultura, veniva considerata la porta verso l’Aldilà. Mondanità, ristoranti, vita notturna, un lungomare alberato, sono invece le caratte ristiche della lunghissima spiaggia di Gle nelg, sobborgo marino di Adelaide, collega to in venti minuti con il centro cittadino dal caratteristico Glenelg Tram formato ancora dalle vecchie vetture degli anni Trenta che arrivano fino a Jetty Road, l’arteria commer ciale del quartiere.

Il nostro viaggio ha toccato quattro località di mare in un soffio, ma le distanze in Austra lia sono immense. Anche se esistono splen dide strade panoramiche costiere come la Great Ocean Road nel Victoria, il modo mi gliore per spostarsi in poco tempo è l’aereo. Il tempo conta meno se dall’Europa si va agli antipodi: non dimenticate che si perde un giorno della propria vita. Sparisce dal calen dario non solo per il viaggio ma anche per il fuso orario; lo riguadagnerete al ritorno.

Fonte: http://www.repubblica.it/

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